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Fuori Contest - Milton Glaser: l’uomo dai mille colori che fece di un cuore un simbolo

By Francesca Cinus

05 agosto 2020

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Milton Glaser: l'uomo dai mille colori che fece di un cuore un simbolo

Vogliamo raccontarti tante storie che ispirano

Nasce così “Fuori Contest - Storie potenti in formato mini” una rubrica dall’alto tasso ispirazionale che potrai fruire qui, leggendo un articolo del blog oppure su Instagram, proprio in formato “mini”.

Il nostro sogno è quello di sentirci sempre così, anche insieme a te: ispirati, affascinati dalla bellezza di una biografia, da un curioso aneddoto… dai colori di un’opera… .

Pensiamo che anche così possiamo aiutarti a credere ancora di più nelle tue possibilità e rinnovare il patto con la tua arte; sei un artista e noi lo vediamo chiaramente, ogni volta che condividi con la community degli exposer una tua opera.

Abbiamo scelto due storie e due personaggi, per questa prima edizione di #fuoricontest:

Milton Glaser - di questo mito moderno del design e della cultura pop ti racconteremo tra poco - e Vivian Maier, la donna che cambiò per sempre la Street photography.

A Milton Glaser si deve il cambio di linguaggio e paradigma della cultura visiva degli anni ‘60 e ‘70, fino poi ai giorni nostri e quando abbiamo scoperto la sua storia abbiamo subito pensato che valesse la pena raccontartela.

 

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Opera sua sono il logo “I ❤️ NY”, il poster del Greatest hits di Bob Dylan, la rivista New York Magazine (e il suo logo), i Push Pin Studios e il Push Pin Style, il poster dell’ultima stagione di Mad Men… etc. etc. etc. .

 

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Ancor prima delle emoticons, c’era chi, pioniere, scommetteva sulla potenza - universale e immediata - dei simboli. Questo logo, che doveva servire per rilanciare il turismo nella Grande Mela, in un momento difficile nella storia della città, Glaser, lo disegnò - quasi gratis - durante una corsa in taxi. Oggi, I ❤️…. viene ancora declinato per tutte (o quasi) le città del mondo, piccole e grandi e lo vediamo spesso su gadget di ogni tipo (cappellini, tazze, t- shirt…)

 

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Dirompente e psichedelica la narrazione che Glaser crea nel poster del Greatest Hits di Bob Dylan (copiata poi, tra gli altri, dai Beatles in Yellow Submarine). Onde colorate, espressione di vitalità “sessantottina” (il lavoro è del 1967) al posto dei ricci di Dylan, in un ritratto che divenne manifesto della “controcultura”. Qui, Glaser, fece il verso a un auto-ritratto dell’artista Marcel Duchamp (sagoma nera su sfondo giallo) che, da ragazzo, il designer, aveva trovato tanto potente da, anni dopo, riproporlo in quel lavoro che sarebbe diventato mitico (come del resto accadde anche per il font che venne creato per l’occasione, Baby Teeth, in seguito divenuto diffusissimo; un esempio la copertina dello storico album dei Pink Floyd “Money”).

 

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Tra i celebri poster di Glaser ideati per grandi nomi della musica, abbiamo anche quello di Aretha Franklin, della quale il designer realizzò un ritratto nel 1968 per la rivista Eye Magazine.

 

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Visionario e illuminato, Glaser fu co-fondatore del New York Magazine e del suo logo (rivista tutt’oggi tra le più celebri al mondo).

 

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Fu tra i fondatori dei “Push Pin Studios”, che dal 1954, per tre decenni, furono un vero e proprio fenomeno nel panorama della cultura visiva; punto di riferimento di più di una generazione di grafici e illustratori. Negli Studios si sviluppò uno stile unico, riconosciuto come “Push Pin Style”, lontano dal realismo in auge in quel periodo negli USA, univa illustrazione e elementi grafici sinuosi e colorati, rifacendosi anche a Art nouveau e Art déco, senza scadere nel tributo nostalgico.

 

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Tra le “invenzioni” degne di nota del famoso Gruppo, “The Push Pin Almanack”, parodia dei tipici almanacchi contadini zeppi di saggezza popolare che, inviato via posta a un centinaio di Art directors e ricco di inediti, fantasiosi e colorati aneddoti, sostituiva il tipico biglietto da visita e permise ai Push Pin Studios una rapida e irrefrenabile ascesa nel mondo del graphic design. Noi oggi definiremmo forse l'Almanack come un “antesignano” delle moderne newsletter.

 

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La serie TV Mad Men (sul mondo pubblicitario) come avrebbe potuto non avvalersi di Glaser per il poster della stagione conclusiva? Don Draper, il protagonista, si stava lasciando andare a un mondo sinuoso, morbido… e la scelta stilistica di Glaser fu azzeccatissima.

 

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 Milton Glaser ci ha lasciato anche un decalogo sulla professione e la vita:

 

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Ti ha ispirato? Salva l'immagine per conservarne una copia!

Qui trovi la versione integrale (in inglese). 

E il legame con l’Italia? Curiosissimo: nel 1951 frequentò, con una borsa di studio, l’Accademia di Belle Arti di Bologna e fu allievo del grande pittore Giorgio Morandi (tra i grandi del ‘900). Per Adriano Olivetti, uomo e imprenditore illuminato, disegnò l’acclamato poster della Olivetti Valentine. Collaborò anche con Campari e Vespa (per il 50° della mitica due ruote).

 

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Milton Glaser è morto il 26 giugno 2020, lì dove era nato, a New York, il 26 giugno 1929.

Vorresti scoprire un altro personaggio (questa volta dal mondo della fotografia)?

Ti assicuriamo che la storia di Vivian Maier vale la pena di essere letta e sta a un click da te!

 
 
 
 
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