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Amalia Ulman: una finta influencer prima degli influencer

By Cristina Monaco

14 novembre 2018

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L’artista che, in nome dell’arte, ha preso in giro Instagram anticipando l’influencer marketing.

 

 

Per noi comuni mortali, quattro anni fa Chiara Ferragni era ancora la Fashion blogger che aveva fatto fortuna in America. Se ci nominavano la parola “Influencer” ci chiedevamo “Chi è che sta male?”

C’è chi nel 2014 ha fatto l’Influencer in nome dell’arte, anticipando il successo di quella che oggi è una vera e propria professione.

Si tratta di Amalia Ulman, artista argentina che mise in piedi un progetto artistico dal nome “Excellences & Perfections”, e per quattro mesi curò il suo profilo Instagram come una vera e propria Influencer: selfie, foto di pietanze e citazioni la fanno da padrone, creando un mix che ben poco si distingue da un moderno feed di una It Girl.

 

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«È la storia di una ragazza di provincia che sogna di diventare una modella. È stata scoperta da un fotografo e finisce a vivere a Los Angeles. Non ha soldi, si è appena lasciata con il fidanzato e cede alla tentazione di diventare una sugar baby. A un certo punto però la situazione si capovolge e lei inizia a drogarsi, finisce in riabilitazione e torna dalla famiglia, in provincia».

Tutto era progettato nei minimi dettagli. Amalia si intrufolava negli hotel di lusso per scattarsi foto, comprava vestiti adatti e costosi (ma che poi restituiva), è arrivata anche a prendere lezioni di pole dance per calarsi meglio nel personaggio.

 

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Solo dopo quattro mesi l’artista ha ammesso ai suoi followers che si trattava di una messa in scena. Il successo però fu talmente grande che nel 2016 divenne parte delle opere esposte al Tate Modern di Londra.

L’obiettivo della performance era quello di mostrare come le persone siano facilmente manipolabili dai media; ma non solo. Amalia dimostrò l’importanza dei numeri: durante il progetto aveva 94mila followers, quasi tutti falsi. Nonostante ciò, la sua finta vita da It Girl veniva avvalorata agli occhi del pubblico proprio da tutti quei followers.

Quattro anni dopo, Instagram è diventato veramente fulcro del personal branding, facendo leva sull’empatia dei follower per assicurarsi seguito dietro la propria vita personale.
Tutta la sua performance artistica ha anticipato quindi la tendenza dell’influencer marketing, che stava per esplodere da lì a poco.

Colpo di fortuna o genio d’artista?

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